Kabul,no a "Cacciatore di aquiloni" Vietato il film: "Istiga alla violenza"

Il "Cacciatore di aquiloni", film tratto dal best seller mondiale di Khaled Hosseini, è stato vietato in Afghanistan. La decisione è stata presa dalla Afghan Film, un'istituzione statale che presiede alla censura. La pellicola - secondo l'ente - inciterebbe alla violenza razziale. Già prima che il film uscisse nelle sale americane i due giovanissimi protagonisti erano stati messi sotto protezione per timore dei talebani.
ll film, che racconta dell'amicizia di due ragazzini - un pashtun e un hazara - contiene scene considerate offensive per la cultura islamica, come quella dello stupro subito dal piccolo hazara, figlio del servitore della famiglia di ricchi pashtun cui appartiene il protagonista.
La decisione presa dalla Afghan Film è destinata ad alimentare il mercato illegale dei dvd pirata come già successo con un altro film proibito, "Kabul Express", considerato offensivo per la minoranza hazara.
da TGCOM
Salpa il Beluga Skysails: mercantile con aquilone

L’aquilone e’ grande come un campo da tennis e riesce a contribuire alla trazione di un portacontainer di 130 metri, facendo risparmiare il 20% del carburante, ovvero 1.500 euro al giorno.A costruire il mercantile e’ stata la società tedesca Beluga Shipping di Brema, che propone aquiloni adatti anche a superyacht e pescherecci. Le dimensioni dell’aquilone variano tra i 160 e i 5.000m² e la beluga Shipping sostiene che praticamente qualsiasi nave potrebbe essere equipaggiata con uno di queste enormi vele trainanti. Considerando che il 90% del commercio internazionale avviene via nave, se questi supporti venissero adottati se ne potrebbe avere un gran beneficio.
FESTIVAL AQUILONI VIAREGGIO LEVANT'EVENTO
Nonostante le sollecitazioni di Giacomo agli aquilonisti per parteciare numerosi alla manifestazione la presenza purtroppo non è stata ampia. Solo una decina i gruppi presenti che però hanno fatto volare nuemrosi aquiloni aiutati da un vento teso e non tanto forte durante la mattina. Solo nel pomeriggio è aumentatoto il vento fino a circa 20km orari ma sempre tanti gli aquiloni in volo. Noi ci siamo divertiti perchè abbiamo avuto la possibilità di far volare tranquilamente i nostri aquiloni che idealmente abbiamo tirato su ricordandoci di questo momento particolare che vede prigioniero il giornalista Daniele Mastrogiacomo in Afghanistan , posto nel quale durante il regime dei talebani era vietato far volare gli aquiloni.
NOI ABBIAMO FATTO VOLARE I NOSTRI AQUILONI ALTI NEL CIELO, CON LO SGUARDO RIVOLTO A KABUL, IN SEGNO DI LIBERTA' E PER LA LIBERAZIONE DI DANIELE MASTROGIACOMO
Dolce aquilone
Aquiloni
Ingredienti: per l’impasto: 200 g di burro, 200 g di zucchero, 5 uova, una fialetta di Aroma Mandorla Paneangeli, un pizzico di sale, 150 g di farina bianca, 100 g di Frumina Paneangeli, 2 cucchiai di latte, 200 g di mandorle spellate, una bustina di Lievito Pane degli Angeli. Per decorare: 250 g di confettura di albicocche passata al colino, 250 g di Zucchero al velo Paneangeli, 2 cucchiai di alchermes, una busta di Glassa al cacao Paneangeli, caramelle varie.
Lavorare il burro a temperatura ambiente fino a ridurlo a crema poi aggiungere a poco a poco lo zucchero, le uova, l’aroma mandorla e il sale. Incorporare all’impasto la farina, mescolata e setacciata con la Frumina, alternando il latte e le mandorle macinate finemente. Infine incorporare all’impasto il lievito setacciato.
Distribuire l’impasto sulla lastra del forno foderata con carta da forno e cuocere per 15-20 minuti nella parte centrale del forno preriscaldato (elettrico 175-200°, ventilato 160-180°, a gas 190-210°).
Lasciar raffreddare il dolce poi tagliarlo nel senso della lunghezza in 4 strisce larghe cm 7 e dividere ogni striscia in 4 rombi. In un pentolino scaldare la confettura di albicocche con un cucchiaio di acqua e spennellare i rombi. Lasciar raffreddare.
Per la glassa rosa, setacciare lo zucchero al velo in una terrina, aggiungere l’alchermes, uno o due cucchiai di acqua, mescolare bene fino a ottenere una glassa densa e con la lama di un coltello stenderla sulla metà dei rombi.
Preparare la glassa al cacao come indicato sulla confezione e distribuirla sull’altra metà dei rombi con un pennello. Decorare gli aquiloni con le caramelle prima che la glassa sia completamente solidificata.
Gli aquiloni del Giappone
I primi aquiloni, di origine cinese, risalgono a duemila anni fa. La loro comparsa in Giappone è datata in epoca Heian (794-1185 d.c.), quando essi erano denominati “falchi di carta”, traduzione letterale del loro nome cinese e riprova della provenienza continentale. Dalla sua creazione, attraverso mille anni di storia, l’aquilone ha conosciuto uno sviluppo straordinario, la cui ragione va rintracciata nella reperibilità delle materie prime ottimali ai fini della costruzione dell’oggetto, come carta giapponese, bambù e canapa, le quali, utilizzate secondo l’abilità degli artigiani giapponesi, hanno dato vita a esemplari diversi per gusto e forma. Il Giappone è l’unico paese al mondo a presentare una tale varietà di aquiloni.
Si narra che durante il periodo Heian gli aquiloni fossero utilizzati quali veicolo di messaggi, e che costituissero un mezzo privilegiato per la consegna di comunicazioni attraverso i fossati o gli antri dei castelli. La vera età dell’oro, tuttavia, può dirsi il periodo Edo (1603-1868), durante il quale la riduzione del costo della carta rese possibile la diffusione tra i ceti meno abbienti dell’aquilone, fino ad allora esclusivo appannaggio delle classi nobili. Quando poi la tecnica xilografica progredì e diede origine all’espressione ukiyoe, gli aquiloni si arricchirono di elementi pittorici e cromatici, con risultati del tutto sorprendenti.
Essi divennero talmente popolari da venire utilizzati come forma di ribellione contro lo strapotere dei militari sui civili, i quali, facendo volare i propri aquiloni sulle proprietà dei primi, avevano l’ardire di osservarli dall’alto: tale fenomeno si diffuse a tal punto che il governo finì per bandire il lancio degli aquiloni.
Tra gli esemplari visibili nei cieli oggi, la maggior parte reca messaggi augurali o di buon auspicio. Si crede infatti che una maggiore altezza sia foriera di maggior fortuna, o che alla nascita di un figlio maschio, in occasione della Festa dei Bambini (5 Maggio), debba lanciarsi un aquilone recante il suo nome, assieme alla raffigurazione del guerriero leggendario Kintaro, o del valoroso eroe Ushiwakamaru, al fine di assicurare al neonato forza e salute. Molto diffuse sono anche le decorazioni con tartarughe e gru, simboli di longevità.
Spesso gli aquiloni volano anche allo scopo di scacciare il male. Decorati con volti mostruosi o demoniaci, hanno il compito di proteggere la casa, o di assicurare ai suoi abitanti salute e serenità. Visi che mostrano la lingua hanno anch’essi una funzione apotropaica, come i giochi basati sulla lunghezza del filo dell’aquilone.
Oggi, a causa dell’urbanizzazione dilagante, gli spazi per il volo degli aquiloni sono sempre più limitati; a eccezione delle rive dei fiumi, i luoghi preposti scarseggiano, e i bambini sono sempre più interessati a videogame e modellismo, involontari protagonisti della scomparsa di una forma di divertimento tradizionale.
Alcune strutture scolastiche o comunali tendono oggi al ripristino della manualità nelle scuole elementari, dove l’istituzione di ore di insegnamento di metodi e oggettistica popolare ha contribuito alla riscoperta dell’aquilone. Oltre alla riproduzione delle varianti regionali vengono realizzati esemplari nuovi, allo scopo di trasmettere ai posteri un’arte folclorica tramandatasi di generazione in generazione.
Aquiloni di Fabarri
Durante tutta la sua vita, Fabarri ha studiato a fondo molte delle figure armoniche che si vengono a creare nel cerchio ciclometrico. Ce n'è una, però, che è rimasta un po' indietro: la cosiddetta figura dell'"Aquilone", come è stata battezzata da A. Fiacco (il quale ha il merito di averle riportate alla luce e studiate). Tale figura è caratterizzata dal fatto di avere due diagonali perpendicolari tra loro, di cui una è un diametro del cerchio.

I numeri che compongono questa figura hanno delle proprietà particolari che vado ora ad elencare:
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Il punto C è uguale a (B+D)/2 ed A ne è il diametrale (o viceversa, a seconda della posizione in cui si trovano). |
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I quattro numeri che compongono la figura hanno la proprietà del Triplo Differenziale. Per capirlo vediamo una quartina che forma un aquilone, per esempio 10 19 28 64 (la distanza tra 10 e 28 è 18, il loro punto mediano è il 19, il cui diametrale è 64). Poniamo i quattro numeri in quadratura e facciamo le differenze orizzontali, verticali e diagonali |

Eseguiamo ora le differenze delle differenze:
Come si può vedere, le tre differenze sono uguali.
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la figurache si forma sul cerchio ciclometrico è composto da due tiangoli isosceli aventi la base in comune |
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In generale si ha un rombo |
RUOLO MAGICO-SIMBOLICO DEGLI AQUILONI
Fin dalla loro origine, gli aquiloni hanno assunto determinati significati simbolici: per secoli, l’altezza raggiunta da un aquilone rappresentava il successo economico del proprietario e spesso il loro volo simbolizzava un auspicio per il futuro.
Esiste una tradizione in Cina chiamata fang huiqi (scacciare la sfortuna). Il modo di procedere è il seguente: prima di far volare l’aquilone, il proprietario vi scrive sopra tutte le sofferenze, preoccupazioni e calamità che lo affliggono. Lanciatolo, l’uomo ne taglia la corda facendolo scomparire nel cielo, nella speranza che anche tutte le sfortune scompaiano con esso. Se però l’aquilone cade nel cortile di un’altra famiglia, la sfortuna ricadrà su questa. Il proprietario dell’aquilone sarà dunque tenuto a far visita alla famiglia che ha ricevuto l’oggetto, portando dei doni e ponendo le proprie scuse, in modo da avere indietro l’aquilone. In caso contrario, la famiglia in questione dovrà distruggere e bruciare l’aquilone per scacciare da sé la cattiva sorte.
La diffusione dell’aquilone dalla Cina ad altri Paesi avvenne, per merito di missionari e mercanti, secondo diversi percorsi: il primo verso la Corea e il Giappone; il secondo verso la Thailandia, l’Indonesia, la Malesia e le isole del Pacifico e il terzo, attraverso l’India, in Europa per via terra o per via mare.
Le prime informazioni sull’aquilone sono state tramandate in Europa da Marco Polo nel suo Milione, ma l’aquilone, in forma di semplice losanga, comparve solo all’inizio del ‘500: ben 17 secoli dopo rispetto alla sua nascita in Cina.
RUOLO DIVINATORIO DEGLI AQUILONI
Marco Polo, che fu in Cina attorno al 1285, ci lascia un ampio resoconto del sollevamento umano tramite aquiloni in una nota al suo Milione. Egli racconta che, quando una nave deve intraprendere un viaggio, l’equipaggio costruisce un grande aquilone che verrà usato a scopo divinatorio per conoscere l’esito della spedizione. Esso è costituito da un graticcio rettangolare in vimini, collegato a otto corde, a loro volta unite a una grande fune. Fatto questo, cercano un ubriaco o un folle (perché nessuno in pieno possesso delle proprie facoltà mentali si sarebbe sottoposto all’esperimento) e lo legano alla struttura, dandole poi corda in modo da sollevarla in alto. Ciò viene fatto quando tira un forte vento. Il pronostico viene interpretato così: se l’aquilone si solleva dritto verso il cielo allora la spedizione avrà buon esito; se, al contrario, l’aquilone non è in grado di partire allora il viaggio sarà oppresso da avversità. In questo caso l’equipaggio rinvierà la data della partenza.
Aquiloni di mille metri
Un'idea bislacca da ritorno al passato sentenziarono gli esperti: «"Non può funzionare, lei è matto", mi dissero; ma nessuno fu in grado di spiegarmi perché no». Aveva poco più di vent'anni l'ingegnere tedesco Stefan Wrage quando cominciò a cercare un finanziatore per la sua idea: oggi ne ha 33 e mentre racconta gli inizi, il suo sistema SkySails è in fase di avanzata sperimentazione nel Mare del Nord. E ha già trovato una società di navigazione, la Beluga Shipping, che l'ha comprato e l'anno prossimo lo installerà su una sua grande nave.
Non è un sogno romantico, ma un preciso e freddo conto economico: la voce combustibile rappresenta la metà circa del costo di esercizio di un cargo e si è calcolato che sfruttando l'energia eolica una nave che proceda a una velocità massima di 15 nodi può abbattere la spesa di circa il 10-35% nell'arco di un anno, a seconda delle condizioni meteo. Su un mercantile da 90 metri si trasformerebbe in un risparmio annuale di 280 mila euro.
Qui finisce la parte «facile»: il problema del giovane inventore tedesco era come governare l'aquilone e permettere alla nave di manovrare. I primi esperimenti nel Baltico con piccole imbarcazioni furono disastrosi, tanto che nel 2002 Stefan Wrage quasi affondò sotto i debiti: 100 mila euro. Ma poi il prezzo del greggio ricominciò a correre e con il barile a 60 dollari qualcuno pensò che investire nel progetto poteva valere la pena. L'Oltmann Gruppe ci mise 10 milioni e Herr
Wrage tirò fuori un sistema di pilota automatico computerizzato che ha dato ottimi risultati.
Le ultime prove sono in corso sulla Beaufort, una vecchia nave da 55 metri per 800 tonnellate, armata con un aquilone da 160 metri quadrati. L'anno prossimo il debutto commerciale con la Beluga, con l'obiettivo di mettere in mare fino a 1.500 mercantili a vento in dieci anni. Wrage è convinto di poter equipaggiare anche una superpetroliera con il suo aquilone: «Ce ne vuole uno da mille metri quadrati». «Sono scettico, l'industria è per natura conservatrice», ha detto al Guardian Edwin Lampert, della Marine Engineers Review. Può andare bene ma solo con una nave piccola, dice John Carlton del
Lloyd's Register. Già una volta gli hanno dato del matto, meglio non sbilanciarsi.
AUGURI DI BUON NATALE E BUON ANNO

I nostri auguri di buone feste a tutti i visitatori del nostro blog con il nostro albero di parole.
Girotondo per la pace nel mondo

Ci hanno fotografato dal cielo

Sarà stato qualche UFO, foto da satellite?
Niente di tutto ciò la foto e del nostro amico Stefano Perazzoli degli Amici del cielo di Vicenza scattato con una macchina fotografica tenuta sù da un aquilone.
L'Aquilone - Giovanni Pascoli
Son nate nella selva del convento Si respira una dolce aria che scioglie un'aria d'altro luogo e d'altro mese Le siepi erano brulle, irte; ma c'era bianco; e sui rami nudi il pettirosso Or siamo fermi: abbiamo in faccia Urbino Ed ecco ondeggia, pencola, urta, sbalza, Più su, più su: già come un punto brilla Sono le voci della camerata mia: Sì: dissi sopra te l'orazioni, Tu eri tutto bianco, io mi rammento: Oh! te felice che chiudesti gli occhi Oh! dolcemente, so ben io, si muore Meglio venirci ansante, roseo, molle Meglio venirci con la testa bionda, adagio, per non farti male.
C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole,
anzi d'antico: io vivo altrove, e sento
che sono intorno nate le viole.
dei cappuccini, tra le morte foglie
che al ceppo delle quercie agita il vento.
le dure zolle, e visita le chiese
di campagna, ch'erbose hanno le soglie:
e d'altra vita: un'aria celestina
che regga molte bianche ali sospese...
sì, gli aquiloni! E' questa una mattina
che non c'è scuola. Siamo usciti a schiera
tra le siepi di rovo e d'albaspina.
d'autunno ancora qualche mazzo rosso
di bacche, e qualche fior di primavera
saltava, e la lucertola il capino
mostrava tra le foglie aspre del fosso.
ventoso: ognuno manda da una balza
la sua cometa per il ciel turchino.
risale, prende il vento; ecco pian piano
tra un lungo dei fanciulli urlo s'inalza.
S'inalza; e ruba il filo dalla mano,
come un fiore che fugga su lo stelo
esile, e vada a rifiorir lontano.
S'inalza; e i piedi trepidi e l'anelo
petto del bimbo e l'avida pupilla
e il viso e il cuore, porta tutto in cielo.
lassù, lassù... Ma ecco una ventata
di sbieco, ecco uno strillo alto... - Chi strilla?
le conosco tutte all'improvviso,
una dolce, una acuta, una velata...
A uno a uno tutti vi ravviso,
o miei compagni! E te, sì, che abbandoni
su l'omero il pallor muto del viso.
e piansi: eppur, felice te che al vento
non vedesti cader che gli aquiloni!
solo avevi del rosso nei ginocchi,
per quel nostro pregar sul pavimento.
persuaso, stringendoti sul cuore
il più caro dei tuoi cari balocchi!
la sua stringendo fanciullezza al petto,
come i candidi suoi pètali un fiore
ancora in boccia! O morto giovinetto,
anch'io presto verrò sotto le zolle
là dove dormi placido e soletto...
di sudor, come dopo una gioconda
corsa di gara per salire un colle!
che poi che fredda giacque sul guanciale,
ti pettinò co' bei capelli a onda tua madre...
Il cacciatore di aquiloni - Khaled Hosseini
Titolo: il cacciatore di aquiloni Titolo originale: The Kite Runner Autore: Khaled Hoisseini Casa editrice: Piemme Pag: 394 costo:17,50
Consiglio di leggere il libro a tutti ma in particolare a chi nella sua vita ha fato volare almeno una volta un aquilone.
Questo libro parla dell'Afghanistan degli ultimi 30 anni visto attraverso la storia di Amir e Hassan, cresciuti nella medesima casa, ma separati da differenze sociali e religiose: Amir è sunnita ed è il ricco figlio di Baba, un padre che sembra non apprezzarlo mai a sufficienza, Hassan è invece sciita ed è il figlio del servitore di Baba, ultimo nella scala sociale del paese in cui vive. Anche se è il primo che dovrebbe sentirsi forte e fortunato, fra i due è Hassan quello che mostra sempre forza, generosità e coraggio, mentre Amir, che ritiene di essere debole, si macchia di una colpa nei confronti dell'amico che lo segnerà per il resto della vita.Bellissime le pagine che raccontano della caccia degli aquiloni anche se dterminano il punto di svolta del racconto.
Il libro è allo stesso tempo il racconto di un paese devastato da guerre, divisioni sociali e religiose e del riscatto interiore del protagonista dalla sua colpa, oltre che un affresco della mentalità afghana, del suo senso a volte eccessivo e distorto dell'apparenza sociale,ma anche della sua capacità di tendere al bene quando liberata dai pregiudizi.La storia raccontata del libro è veramente drammatica, ma forse l'intento dell'autore era proprio quello di rendere pubblico quello che accade a chi vive in Afghanistan,anche a costo di sconvolgere il lettore, perchè è facile dimenticarsi di un paese che si crede forse abitato solo da Talebani, verso i quali ben difficilmente una comunità internazionale proverebbe simpatia.
Per noi che facciamo volare gli aquiloni le ultime pagine le sentiamo molto vicine.."Guardai in su:Sorrisi. In alto nel cielo, il mio aquilone ondeggiava come un pendolo.....Non lanciavo un aquilone da un quarto di secolo, ma improvvisamente mi parve di avere di nuovo dodici anni..."
festival di Fuerteventura
IL festival di Fuerteventura si è tenuto il 10-11-12 novembre a Coralejo. Tre meravigliose giornate di volo con il vento dell'atlantico nelle dune desertiche del parco naturale di Fuerteventura, bellissima isola di origine vulcanica nell' arcipelago dei caraibi.
Moltissimi gli aquilonisti presenti, prevalentemente di origine tedesca, il nostro gruppo era composto da 12 italiani più Antonio di Barcelona che si è unito a noi durante il festival. Oltre il nostro gruppo Geometrie volanti una folta rappresentanza del gruppo Settimo Cielo Aquilonisti e Altaquota di Cisterna di Latina e Stefano Perazzolo degli Amici del Cielo di Vicenza.
Abbiamo fatto volare di tutto perchè il vento era tale da tenere su qualsiasi tipo di aquilone e pèertanto ci siamo molto divertiti oltre a prendere il sole e passare delle bellissime giornate all'area aperta.





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